Nel tuo io più profondo intendo, dopo aver silenziato il rumore che la mente fa.
Sai veramente cosa desideri? cosa provi, cosa senti? o te la conti?
Oggi nel nostro VIAGGIO dentro noi stesse stiamo in silenzio, ci ascoltiamo
Ci stai?
Oggi non sarò io a guidarti ma sarai tu a scegliere i meandri da percorrere dentro di te.
Desidero tu possa imparare ad ascoltarti, ad ascoltare il tuo corpo, a comprendere i disagi che lui cerca di segnalarti
Come stai?
Domanda che facciamo spesso agli altri, per abitudine, affetto, convenienza ma a noi stessi lo chiediamo mai?
Chiudi gli occhi e chiediti
COME STO OGGI?
Sii sincera, non cercare vie di fuga, non lasciare che la mente ti inganni, non lasciare che le tue abitudini abbiamo il sopravvento
ASCOLTATI
Oltre tutto quel dolore , quella mancanza. quelle delusioni, vai giù scendi dentro di te, sii sincera, senza giudizio e paura e rivelami l’emozione che provi.
MERITATI DI DIRTI LA VERITA’
Oggi rimaniamo in silenzio prendiamo un grande respiro e ci tuffiamo dentro di noi.
Ti avevo avvisata che il viaggio sarebbe stato scomodo, anzi sai cosa facciamo? spostiamo lo sguardo da quel fuori e ci guardiamo dentro.
Siamo così abituate a criticarci in quel fuori in cui non siamo mai abbastanza belle o magre o giovani o toniche, mai abbastanza per gli altri e per noi stesse.
Siamo sempre pronte ad incolpare gli altri, a lamentarci, a cercare conferme di ogni tipo
Perfetto oggi però guardati dentro
Dentro come sei?
Non ti vedi lo so, fa paura guardarsi sul serio
Li in quel nostro io più profondo ritroviamo la nostra essenza, i nostri veri desideri, il nostro sentire più puro, più vero, più autentico.
Senza ombre senza veli senza esteriorità, senza menzogne, quelle che ci raccontiamo per sopportare vite che spesso viviamo e ci sono strette come abiti di due taglie in meno.
Nella mia genealogia una zia di mia madre comprava sempre scarpe strette perché le facevano i piedi più belli.
A costo di sopportare il dolore le accettava in virtù di un qualche cosa di apparentemente migliore.
Ecco oggi non ti chiedo questo, ma di denudarti, di non indossare nulla, di lasciarti andare a quell’ascolto che sarà rivelatore, rivoluzionario, magico.
Pensaci, in questa società manca l’ascolto attivo, nessuno ascolta più nessuno.
Ma mi chiedo, se siamo programmati e facciamo ciò che per noi diventa abituale, come facciamo ad ascoltare gli altri se in primis non ascoltiamo noi stessi? se nessuno ce l’ha insegnato?
o farse ne abbiamo perso l’abitudine, il desiderio la voglia?
Più facile lasciarci ingannare dal rumore fuori
ma questo non è vivere è sopravvivere.
Tra una settimana ci rivediamo e prometti a te stessa di ascoltarti oltre tutto il dolore che la mente fa e quando il dolore sarà insopportabile
Tu scendi più in profondità e senza giudizio ascoltati
CC



