Il coraggio di cambiare

 

 

 

“Sogna come se dovessi vivere per sempre;

vivi come se dovessi morire oggi.”

 

(Oscar Wilde)

 

 

Diciamoci la verità chi è che non ha paura di morire?

Credo non esita una persona al mondo, per quanto preparata nella teoria che non ne abbia.

D’altronde nel nostro cervello rettiliano dimora l’amigdala la sede di tutte le nostre emozioni, inclusa la paura.

 

Quella paura che ci ha permesso nei secoli di sopravvivere e guai se non ci fosse  stata.

 

Il problema è la nostra mente che l’amplifica e la trasforma e la rende padrona di noi.

Lei si insinua si amplifica si espande ,se non la controlliamo  ne siamo schiavi.

 

 

Nel mondo occidentale manca la cultura della morte, pertanto non solo non siamo abituati a parlarne, ma a gestirla.

 

In realtà se ci pensi bene, moriamo ogni notte che ci addormentiamo.

 

Si hai capito bene, in quella resa al sonno, lasciamo andare il nostro corpo i nostri problemi le nostre paure e ci addormentiamo.

 

Il sonno alla fine non è che una morte, chi ha la certezza di svegliarsi il giorno dopo? nessuno di noi

 

Moriamo in ogni nostro orgasmo liberato che i francesi chiamano

 

la piccola morte” per quella breve interruzione di coscienza dove finalmente ci arrendiamo al piacere.

 

Alla fine se ci pensi bene, se tutto è impermanenza, se tutto passa, tutto scorre se ogni attimo non è uguale a se stesso, se noi stessi non lo siamo, allora la parola magica è proprio la RESA

 

Lasciare andare attaccamenti, paure, dolori, ricordi, emozioni, identificazioni, ruoli.

 

Non significa non accogliere un ricordo che arriva ma non trattenerlo, non significa non sentire un dolore, ma non amplificarlo, non significa ricordarsi chi eravamo, ma accogliere chi siamo diventati

Tutto muta tutto si trasforma

 

Se tutto passa, allora passerà anche ciò che illusoriamente crediamo di poter trattenere.

 

Concordi con me? 

 

Trattenere ci illude di avere il controllo e il controllo ci illude di avere la capacità di sentirci VIVI ma è pura illusione.

 

La paura della morte è antica, risale all’istante in cui veniamo al mondo, in quella lotta nel cercare il nostro primo respiro in quel senso di impotenza e mancanza di accudimento.

 

Il cordone ombelicale viene reciso, usciamo da quell’utero materno che ci ha accudito 9 mesi e percepiamo la SOLITUDINE in tutta la sua potenza

 

Comprendi perché è importante entrare nella consapevolezza?

 

Questo è il mio primo suggerimento

 

Sii consapevole di chi sei nella realtà non chi credi di essere

Poi allenati a lasciare andare,  ed è il secondo, si hai capito bene

 

Cosa? attaccamenti, rancori, paure, quote di risarcimento, aspettative

Vedrai che sensazione di libertà accadrà in te, di pace di resa.

 

Provaci e sappimi dire

 

Il terzo suggerimento che ti offro è quello di provare a stare nel presente nel qui e ora

 

Che non è un tempo ma un luogo

 

Come puoi riuscirci?

 

Intanto respirando in modo consapevole e diventando l’attore, l’attrice protagonista della tua vita

e poi se ti va contattami che ne  parliamo e te ne insegno altri.

 

Mentre viviamo con la paura della morte e ti ricordo siamo energia e l’energia non muore mai, moriamo lasciando andare i nostri sogni, ci accontentiamo di relazioni che ci stanno strette, di lavori che non ci piacciono, di amicizie che non ci appartengono più

Eppure non ci accorgiamo di vivere in modalità sopravvivenza.

 

Mentre la vita ci insegna a morire ogni giorno noi la anticipiamo rinunciando a vivere per sopravvivere e adattarci

Scegliti scegli te stessa

Pronuncia un si sacro a te, alla tua missione di vita, al tuo senso di appartenere a questo mondo a questo secolo che è un DONO anche se spesso non lo vediamo.

 

Vivi con coraggio, ogni istante ogni tuo respiro sinoi all’ultimo tuo battito e ricordati una cosa fondamentale

 

SEI AMORE SEI LUCE SEI ENERGIA

 

sei immortale

 

CC

COACHING INDIVIDUALE

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2 risposte a “Come imparare a morire, 3 suggerimenti da cui partire”

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