Il coraggio di cambiare

Mi ha sempre colpito il tempo, il suo scorrere senza tregua senza paura, senza alcun tentennamento.

Istanti che si susseguono senza fretta ma inesorabilmente.

Stagioni che segnano la nostra vita alternando gioie dolori lutti nascite.

Se chiudo gli occhi vedo mia figlia tra le mie braccia appena nata e sinceramente non ho compreso come siano potuti passare in un soffio 25 anni.

Se me lo avessero detto ne avrei avuto più cura, di ogni istante di ogni più piccolo dettaglio, di ogni suo respiro.

Siamo così presi in quel fare senza tregua, da perderci di vista la bellezza della vita nel suo esistere.

Sempre a cercare di ottenere cose, persone, spazi sconosciuti e sempre meno attenti ad assaporare l’istante, a sentire un’emozione, a gustarne la fragranza.

Quel qui e ora che sa di presenza di consapevolezza di magia.

Mio padre una sera mentre camminavamo, mi ha sussurrato:

_ Sai Cristina un giorno mi sono guardato allo specchio senza riconoscermi e mi sono detto ma chi è quel vecchio, dove sono finito io?

In quelle poche frasi era racchiuso tutto il suo sbigottimento la sua incredulità di quel nostro vivere così veloce.

Siamo frammetti di istanti regalati al mondo, granelli di atomi in quella spaziosità che è l’universo, eppure ci ostiniamo a sentirci così grandi, invincibili,  insostituibili.

Che sciocchi che siamo.

E allora eccoci a correre ad affannarci a fare,

A gestire la nostra vita e quella altrui con giudizio sensi di colpa in perenne mancanza.

E nel mentre, invecchiamo senza neanche accorgercene.

Noi donne forse subiamo di più tutto questo.

Passiamo la vita con il terrore di invecchiare, sperando di piacere, di avere l’approvazione di uomini che ci guardano senza forse mai vederci come vorremmo essere viste.

Cerchiamo conferme in specchi di casa che non possono mentirci.

Attendiamo nuove magie che ci possano rendere il tutto meno doloroso e nel mentre il tempo scorre e noi invecchiamo inesorabilmente.

Gli ormoni si prendono gioco di noi e ci alterano l’umore, lo spessore della pelle la luminosità, l’elasticità, ci svuotano i volti e ci riempiono altre parti del corpo.

E noi cosa facciamo? ci affanniamo con palestra, filler, chirurgia estetica o con photo shop che ci illuderà di sembrare tutte delle teenager.

Lavorando con le persone sull’autostima ho riflettuto su quanto questa sia cambiata nello scorrere dei miei anni.

Certo nascere già geneticamente avvantaggiata è stato un dono ma poi lo sguardo ha dovuto adattarsi a canoni di bellezza esteriori, ai miei canoni, al mio sentire al mio vedermi.

E allora ricordo che mi tamponavo le labbra con l’aceto perché mi sembravano troppo carnose, se penso a quante se le fanno correggere, mi imbarazzavo se mi venivano appoggiate le mani sui fianchi che ritenevo troppo grandi, mi chiudevo tra le pareti della timidezza per paura di essere troppo esposta.

In realtà ancora non sapevo che mi chiudevo a me tessa.

La vita mi ha insegnato che il peggior giudice ero io non gli altri.

Ero io che non mi sentivo mai all’altezza mai brava abbastanza

E allora il tempo. quell’alleato prezioso mi ha forgiata cambiata aiutata ad amarmi a prescindere da quell’aspetto esteriore che tanto piaceva agli altri e tanto io cercavo di comprendere nel suo io più profondo

E così grazie alla crescita personale all’ascolto vero, al mio ritornare a casa, alla mia vera me, ho riscoperto una nuova bellezza proprio ora che gli anni stanno scivolando.

Ora osservo la mia pelle le mie rughe le mie nuove rotondità con più dolcezza con meno giudizio, le accarezzo con garbo, le ascolto le corteggio come un abile amante.

Sono parti di me in cambiamento ma che mi appartengono.

Il tempo nel frattempo scorre implacabile in questa mia vita che ho arricchito di nuove scelte di nuove amicizie di nuove sfide di nuovi sogni

Lo sguardo degli altri ora non mi fa più paura

Il passato è andato, il futuro è come un orizzonte ancora pieno di nebbia, ma il mio presente quel qui e ora che è l’unico istante che posso vivere è potente senza tempo, completamente mio.

A lui dedico i miei respiri consapevoli, la mia presenza la mia consapevolezza, lo merita, lo merito, mi merito una vita di qualità oltre il tempo e lo spazio.

Mi merito di marmi ed essere amata per chi sono nella mia essenza non per ciò che appaio

E tu come vivi il tuo tempo?

parlamene, lasciami la tua testimonianza

CC

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4 risposte a “Raccontami, raccontati del tuo cambiare dentro e fuori di te”

  1. Ciao Cristina , io purtroppo vivo il mio tempo nella paura di non farcela ad affrontare gli impegni del tempo , non mi sento all’altezza delle richieste sempre più complesse che la vita nello scorrere mi sottopone. Mi sono allenata a guardare il qui e ora senza rimpiangere il passato e senza angosciarmi per il futuro ma il qui e ora è a volte talmente complesso che mi toglie il respiro.

    • Grazie Monica della tua testimonianza, Entrare nella consapevolezza del qui e ora senza lasciarci sopraffare dalle emozioni, ma osservarle senza identificarci, è questa la grande sfida, lasciando andare il passato incluse le emozioni le credenze i vissuti, spesso siamo senza respiro perché affrontiamo la giornata già senza aria…in quel qui e ora in cui respiro in modo consapevole chiediti la mia paura da dove viene? chi la alimenta? la mia mente o il reale vissuto? …

  2. Un tempo anche io sono stata sotto i miei stessi riflettori e c’erano parti del mio corpo che non mi piacevano perché non corrispondevano ai canoni estetici. Con la crescita personale ho imparato ad accogliere e ad amare ogni singola parte del mio corpo, che tra l’altro è anche il Tempio della mia anima, ed è per questo che ogni giorno con infinita gratitudine me ne prendo cura con estrema dolcezza e naturalezza

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