La scalata più importante della mia vita
Rinascere costa fatica
Costa lacrime e consapevolezza.
Costa coraggio, tanto.
Come scalare una montagna con la paura di non farcela, ma anche con la certezza che una volta raggiunta la meta, tutto acquisterà un senso e verremo ripagati.
La vista mozzafiato nutrirà cuore e occhi e la fatica cederà il passo al senso di infinito appagamento che ci circonderà.
Le donne in rinascita hanno un comune denominatore.
Hanno occhi profondi, antichi e sorrisi che disarmano, quei sorrisi guadagnati sulla loro pelle.
Paola quante volte sei rinata?
Gli occhi si velano di pianto e per la prima volta mi pento di essere partita subito con questa domanda.
Vedi Cristina la morte di mia mamma avvenuta quando avevo 22 anni mi ha profondamente segnata.
In realtà se n’era già andata tempo prima non riconoscendomi più e questo è stato doloroso accettarlo.
Donna forte battagliera, un’eroina ai miei occhi, ma anche autoritaria al punto da subire spesso le sue scelte, a ritrovarmi a fare pallavolo invece che danza che amavo ad esempio.
A studiare ingegnieria invece che fare architettura.
Il nostro è stato un rapporto d’amore ma conflittuale e complesso
Eppure ho tatuato nel mio cuore la sua forza il suo coraggio il suo senso di giustizia .
Se sono nell’ azienda di famiglia, con un ruolo tra l’altro molto importante è grazie alle sue battaglie con mio padre che non concepiva la presenza di una donna.
Rinascere per me è stato anche perdonarla.
L’ascolto, penso a mia madre altrettanto dal carattere forte.
La mente fa un tuffo carpiato negli anni dell’adolescenza e mi immedesimo nel suo racconto, ma la differenza con lei è che la mia di madre fortunatamente è ancora in vita.
Paola se avessi fatto Architettura cosa avresti costruito?
Sicuramente bioedilizia.
Il mio sogno è riportare l’ambiente alle sue origini.
Senza rispetto del medesimo, senza comprenderne gli equilibri che lo governano, gli uomini sono destinati a rimanere imprigionati
in se stessi e nelle case in cui vivono.
Basta guardarsi intorno e osservare questi ultimi due anni di pandemia cosa hanno generato.
Io so che sei un’abile scalatrice quando è nata questa tua passione?
Stavolta mi sorride.
Dopo la mia seconda rinascita avvenuta con la mia separazione nel 2014
Penso automaticamente alla mia.
Lascio che i ricordi, i suoi e i miei, affiorino e in silenzio aspetto che continui a raccontare.
Sicuramente è stata la mia totale rinascita, continua.
Ho abdicato allo stato sociale che avevo ottenuto, alle sicurezze, alla forma.
Mi sono spogliata di tutto ciò che non aveva valore e non mi rappresentava più e mi sono ricostruita con la sintonia della mia anima.
Approciarmi alle arrampicate mi ha permesso di avvicinarmi alla natura che amo.
A trovare quel senso di libertà che rispecchia il mio senso della vita (rispetto per me stessa e per gli altri senza alcun giudizio).
Dormo in bivacchi, dove capita, godo di spazi incontaminati.
Per me è semplice, non c’è paura, ma profondo rispetto per la bellezza che mi circonda.
La osservo, è indubbiamente una bella donna, di una bellezza che non deve dire grazie solo alla genetica, ma che viene da un equilibrio raggiunto dentro.
Una bellezza conquistata grazie allo sport all’alimentazione sana, ad uno stile di vita che rispecchia i suoi valori
LIBERTA’ CORRETTEZZA AMORE PER LA VITA
Osservo il suo corpo esile ma muscoloso, forgiato da anni di attività sportiva che l’ha portata anche ad insegnare varie discipline incluso pilates yoga, step.
Mi viene spontaneo chiederle
Ma questi due anni Paola come sono stati?
Duri Cristina, molto duri.
Se non avessi avuto la mente tonica sarebbero stati fatali.
Ho inoltre perso il mio papà a giugno appena dopo il vaccino.
Ora sono sola, certo ho i miei gatti, i miei due angeli, un compagno, due fratelli, tre nipoti, eppure sono sola.
Le rispondo che tutti siamo soli ed è in questa consapevolezza che dobbiamo imparare ad ascoltarci nel nostro profondo senza temere la solitudine, ma ricercandola per annullare il rumore fuori che spesso inganna, distrae.
Hai ragione Cristina, mi fai pensare alle persone a quanto hanno i loro sensi assopiti, non guardiamo più non ascoltiamo più non gustiamo più distratti come siamo da tutto.
Questo dovrebbe farci riflettere.
Questo dovrebbe allarmarci più di molto altro.
Paola se ora ti regalassi una bacchetta magica cosa ne faresti?
I suoi occhi cominciano a brillare, li vedo stanno creando.
Costruirei un piccolo B&B partendo da un rustico.
Ne curerei personalmente i dettagli gli spazi.
Ristrutturerei i mobili, altra passione che ho.
Lo riempirei di animali che amo, a prescindere della razza, incluso le galline, animali così intelligenti.
Creerei un ambiente dove le energie vibrano di positività, dove la mente allineata al cuore trovi pace.
Dove le persone possano riconnettersi con se stesse
Vedi Cristina, la sofferenza più grande è proprio avere l’anima e il cuore disconnessi.
Dal comprenderlo nasce la nostra vera rinascita.
Capisco che questo che mi sta descrivendo è molto più di un sogno
E’ una visione, chiara limpida, dettagliata.
Comprendo, ascoltandola, che la scalata più importante della sua vita è iniziata da tempo.
Progettata nei minimi particolari, senza paura, senza tentennamenti.
Vorrei chiederle come lo chiamerà, ma la mia anima allineata al mio cuore mi dice di aspettare, senza fretta che giunga in cima.
CC




Semplicemente stupenda descrizione di una Paola che ben ho conosciuto….
Fragile e forte al tempo stesso…altrimenti non scalerebbe le montagne…la paura di non farcela e la determinazione per farcela…
… la mia amica Paoletta…persona speciale! Un abbraccio
grazie Giovanna per questa tua testimonianza, grazie di cuore