Si hai capito bene
Sei mai andata a caccia di draghi, quelli che vivono dentro di te?
Non dirmi di no perché non ci credo, dimmi piuttosto che ti sei persa o che hai avuto paura e hai desistito.
A questo ci posso credere, ma non che tu non ci abbia provato.
Chiunque nella propria vita prima o poi ci va, il problema è che molti non sanno come affrontare la cosa.
Per andare a caccia di qualsiasi cosa in primis si deve scegliere il perché.
Poi e solo dopo avere scelto questo aspetto fondamentale si può decidere quando, in che modo, e con che armi.
Concordi con me?
Ora se è fondamentale scegliere il perché, converrai con me che per farlo dobbiamo conoscere che drago stiamo cacciando.
Dove si nasconde, le dimensioni che ha, le sue abitudini diurne e notturne, come si nutre, dove dorme, quanto è aggressivo.
Solo a quel punto potremo iniziare la caccia
Che poi che caccia scegli di fare?
per uccidere, imprigionare, depopolare? salvare una specie in estinzione?
Capisci quanti aspetti devi valutare ?
Intanto a parte nei libri e nei film, tu un drago lo hai mai visto con i tuoi occhi?
Intendo dal vero?
Ognuno di noi convive da sempre con i propri draghi che spesso neanche riconosce tali
Rabbia paura odio invidia ansia inedia rancore nostalgia sono solo alcuni dei loro nomi, in realtà ve ne sono mille specie che abitano dentro di noi
Il problema che fingiamo che non esistano sino a che invadono la nostra mente e il nostro corpo sputando fuoco ovunque.
Nel nostro intestino convivono migliaia di specie di virus e batteri che hanno creato un vero e proprio ecosistema fatto di regole e leggi
Ognuno ha il proprio ruolo e spazio e uniti imparano a rispettarsi, vivono e aiutano a vivere quella macchina speciale che chiamiamo il nostro corpo.
Per intenderci non si fanno la guerra
Mi segui?
Ora ti faccio una domanda e se invece che lottare tutta la vita con i tuoi draghi tu decidessi di addomesticarli?
Si hai capito bene
E’ tempo di deporre le armi, ci sono cose che non vinceremo mai come ad esempio la morte o la caducità del corpo.
Potremmo allontanare la data di scadenza certo, la scienza sta facendo passi da giganti ma non troverà il siero dell’immortalità
Questo per il semplice motivo che siamo corpi di luce e amore già immortali che utilizzano un corpo materico per fare esperienza ed evolvere
fa parte del progetto animico tutto questo.
Ma torniamo ai draghi
Se vivono dentro di noi, si nascondono spesso silenti in anfratti della nostra mente e quando meno ce l’aspettiamo emergono con una potenza inaudita causando danni indicibili,
concordi con me che sarebbe meglio addomesticarli?
E qui casca l’asino
Come faccio ad addomesticare un DRAGO?
semplice allevandolo fin da piccolo, facendogli capire che è amato accolto protetto difeso, non cacciato.
Ora starai pensando, già ti vedo, quindi Cri allevo la rabbia l’odio la paura …?
In realtà la storia perché abbia un finale diverso, lieto come si suol dire, devi leggerla al contrario
dalla fine all’inizio per intenderci
Seguimi
La rabbia, uno dei draghi più feroci, spesso esce all’improvviso, è un bisogno negato, un’energia potente che se ben incanalata aiuta, ma se alimentata o trattenuta può implodere o esplodere facendo danni spesso irrimediabili.
Ci mostra parti di noi che non vogliamo vedere, quel bambino o quella bambina che fa i capricci che vuole la mamma per essere difesa e protetta che gli dimostri amore.
Posso certo alimentarla in maniera inconsapevole oppure comprenderne la motivazione, risalire alla matrice che l’ha generata e addomesticarla, smettendo di combatterla ma pacificandoci.
Per farlo non mi devo identificare in lei ma osservarla da quello spazio neutro come se fossi al cinema e stessi guardando un film.
Per pacificarci devo vederla con occhi nuovi, meno giudicanti, ma compassionevoli.
Devo smetterla di nutrirla con vittimismo e commiserazione ma aiutarla a sgonfiarsi ascoltandola.
La crescita spirituale mi ha fortemente cambiata
Mi ha resa capace di cavalcare i miei draghi, di accarezzarli, di abbracciarli.
Il drago più difficile da trovare e addomesticare è stata la paura della morte
Era in me, come un tatuaggio indelebile
La vita ha alzato il tiro per farmi fermare e per insegnarmi a guardarla negli occhi.
Ho ad esempio rianimato un caro amico colpito d’infarto, ho perso persone care che amavo, ho avuto un incidente che ci sono voluti anni per comprenderne il dono e l’insegnamento.
In realtà tutto aveva un fine, avevo in me emozioni tran generazionali ereditate da alcuni dei miei avi con i quali sono connessa.
( sono nata in un utero di morte, così si dice, ossia mia madre aveva abortito spontaneamente mio fratello Fabrizio nato morto, e dopo solo due mesi ha voluto concepirmi invece che aspettare dodici mesi canonici)
“Mentre la morte ci toglie ciò che ci è più caro, al tempo stesso ci restituisce a ciò che ci è più prezioso. Non è il mistero della morte che siamo chiamati a sciogliere: piuttosto è quello della vita.”
Carl G. Jung
Direte va beh Cri capita?
certo che si ma il discorso non è quello
E’ comprendere che siamo il frutto di programmazioni ed emozioni spesso non nostre che però ci condizionano tutta la vita sino a che ci risvegliamo, ne entriamo in consapevolezza.
L’epigentica in questo è chiara come scienza
siamo il percepito (con i cinque sensi), dell’ambiente che ci circonda a noi riconoscerlo e modificarlo
E’ tempo di responsabilità sai, al 100% non al 20\30 %
Te lo dico dal cuore
E’ ora di finirla di sopravvivere, di contarsela, di prendersela sempre con gli altri, gli unici responsabili del nostro esistere siamo solo noi.
E’ tempo di andare a caccia dei nostri DRAGHI una volta per tutte anche a costo di rimanere ferite a morte ma è giunto il tempo.
Nude, Nudi, senza armi, con la paura certo ma che è anche gioia in potenziale
A piedi, con occhi e cuore spalancato senza più narrazioni di favole.
Siamo più forti dei nostri pensieri che tra l’atro generiamo inconsapevolmente.
Siamo già AMORE
incondizionato
e l’amore si sà, spegne certi fuochi di paglia e alimenta la luce incondizionata che già brilla in ognuno di noi
l’essenza che siamo
CC




HO scoperto che il mio drago e la rabbia repressa e la neccesità di amore. Ho combattuto tutta la vita per non dover chieder aiuto e ottenere quello che volevo. Non voglio più combattere VOGLIO FAR PACE. GRAZIE
Ciao Anna noi siamo già AMORE nasciamo dalla più grande competizione che esista al mondo , quell’unico spermatozoo che vince su tutti mosso da quell’energia che tutto crea che è amore, solo che poi ce ne dimentichiamo e rivolgiamo lo sguardo fuori cercando l’amore. L’anima che sa ci fa fare esperienze facendosi mancare l’amore o provando dolore se non è come lo desideriamo per permetterci di riconnetterci a noi stesse. Imparare ad AMARCI è la strada, la vita non ci chiede di combattere ma di fluire con lei di arrenderci che non è una resa intesa come la intendiamo noi ( mi arrendo ho perso ) ma un’accettazione, mi fido e mi affido a un disegno più grande … da lì la pace. un abbraccio
Carissima Cri, le tue riflessioni sono sempre una poesia a tema… è vero ciò che dici e penso che senza una certa consapevolezza non si possa cogliere questa tua meravigliosa interpretazione. Si perché chi non ha il suo o i suoi draghi?? Purtroppo da quando si nasce si viene convinti e si cresce convinti che con i draghi si debba lottare e che tanto non li sconfiggeremo mai! Nel mio caso dopo un lungo combattimento che a nulla mi portava,anzi non faceva che peggiorare il mio stato d’animo dunque i rapporti eccetera, ad un certo punto mi sono fermata e mi sono detta ok ci sta, ci sei e allora? Provo a cambiare la visione che ho di te. In fondo fai parte di me come altrettante “componenti belle”.Possiamo conviverci. Addirittura coglierne il lato positivo. Anche questa è la Bellezza della Vita ❤️! Un tempo, appunto, un mio Drago era la paura della solitudine: mi faceva soffrire tantissimo,la temevo,entravo in un circuito chiuso di paranoie e pensieri negativi. Senza contare il giudizio che mi davo.Ora apprezzo, sono da me ben voluti quei momenti in cui sono sola perché mi ascolto,mi coccolo, mi scopro, imparo, mi dedico a Me Stessa a 360 gradi, soprattutto è proprio da questi che ho imparato a non dipendere da niente e nessuno. E quindi come posso non essere grata al mio Drago. Ti ringrazio per questa tua e come sempre meravigliosa riflessione Alla prossima
bellissima questa tua testimonianza, la solitudine ( la paura di perire) così tanto temuta in quanto animali sociali e pertanto abituati a stare in branco, ci permette di comprendere le nostre potenzialità e soprattutto di ascoltarci e riconnetterci all’essenza che siamo, siamo un pieno già di amore, la nostra anima ci aiuta in questo cammino di consapevolezza con vissuti spesso dolorosi aiutandoci a staccarci da aspettative e attese, per riconnetterci all’essenza che siamo. un abbraccio