Il coraggio di cambiare

 

 

Il suono morbido di un sughero che viene stappato dalla bottiglia ha il suono di un uomo che sta aprendo il suo cuore.

(William S. Benwell)

 

 

Ci sono sguardi che ti ti arrivano all’anima senza scorciatoie

Sguardi antichi che vengono da lontano, che non distraggono, ma ipnotizzano

Sguardi che si offrono così come sono 
Autentici, limpidi, fissi nei tuoi
Racchiudono lacrime, dolori, delusioni ,sogni, eppure sorridono sempre. 
Ecco gli occhi di Cristina Conti in Parizzi sono così 
Azzurri come il mare, ma antichi, come certi fondali
Ereditati dal padre, quel padre perso troppo presto all’età di 16 anni e mezzo 
           Cri quante volte sei rinata nella tua vita?
Tante volte, mi risponde
La prima sicuramente quando è morto mio padre e ho dovuto assumermi troppo presto certe responsabilità
Poi con la nascita dei miei figli
e non ultima quando abbiamo perso la stella michelin
La guardo, è un fiume in piena sembra una mareggiata estiva, le parole si sovrappongono ai ricordi, poi mi spiazza e aggiunge 
La mia più grande rinascita è però stata quando ho conosciuto Marco Parizzi
L’aspetto, non incalzo, lascio che le onde dei ricordi si susseguano e giungano a riva
Avevo 24 anni anni, ero inconsapevolmente bella e lavoravo tanto con passione al Tramezzo.
Il titolare Ugo, che stimo e rispetto, mi aveva insegnato tutto l’amore per questo lavoro nella ristorazione.
Dopo due anni  io e Marco ci siamo sposati ed è iniziata questa magnifica avventura
E poi le chiedo
Vi è stata una rinascita solo tua?
 
Mi guarda e sorride, è di una bellezza che disarma 
A 40 anni quando ho iniziato a lavorare su di me e ho compreso che c’era molto di più dentro e fuori di me.
Un viaggio bellissimo che compio da allora ogni giorno.
Cri sei indisutibilmene bella 
quanto è faticoso esserlo in un mondo lavorativo di uomini ?
La riposta mi spiazza nuovamente 
Ora ho compreso grazie anche a te Cristina  che se ti ami veramente, rifletti una bellezza diversa che viene da dentro che non sfiorisce mai che non cerca approvazioni, consensi che non teme giudizi.
Autentica vera luminosa, forse ora trasmetto questo, ora sono a mio agio.
La Cristina ristoratrice moglie di Marco Parizzi chi è?
 
Una donna grata che ha imparato ad affinare le capacità, a migliorare ogni giorno grazie anche agli ostacoli che ora vedo come opportunità di crescita
Questo è un lavoro che va amato, richiede tanto impegno, costante devozione amore condiviso.
A proposito di sfide, parlami della perdita della stella 
 
Mi guarda, gli occhi non sorridono più ma sono fieri, brillano di dignità
Per me è stato un lutto, ho dovuto elaborarlo, ma poi ne ho visto giorno dopo giorno la grande opportunità di crescita, di evoluzione
Per me la fiducia è tutto Cristina
Porto nel mio vivere valori come onestà, coerenza, fiducia.
Da quelli non mi sposto, quelli restano a prescindere delle avversità.
Sei un’abile sommelier come si fa a trasmettere l’amore per il vino ? 
 
Io amo il contatto con il pubblico, sono affamata di sapere, sono la prima da sempre a uscire dal conosciuto e ad assaggiare vini nuovi
Ogni cliente non sorseggia solo un vino
Vive una serata, un’emozione un ricordo una ricorrenza.
Il mio amore per il vino viene da lontano
Nel 2001 conosco la cantina di mio suocero,
una delle cantine più importanti d’Italia e negli anni a venire ho mantenuto questo valore e concetto aggiungendo il nuovo
Vecchio e nuovo coesistono
Inoltre insegno o meglio ci provo, che oltre al profumo ogni vino a prescindere dal valore e dall’annata, ha una vita propria che parte dalle radici della vite stessa.
E’ fondamentale entrare in empatia con il cliente per dagli sicurezza e accompagnarlo ad assaggi nuovi, pur rispettando i suoi gusti
Allora ne guadagni la fiducia aiutandolo ad uscire dalle abitudini
E’ come se gli dicessi :
Fidati di un altro vitigno, osa.
 
Si alza si assenta per pochi minuti poi torna con un Valpolicella Del Forno annata 2006
Vino profondo che da sicurezza
Lei conosce i miei gusti eppure ogni volta li educa li affina li trasforma
L’amicizia infondo è anche questo
Accogliere, donare, ricevere, trasformare.
Cri ma il tuo piatto preferito? 
 
Sorseggia e ride 
percepisco che non me lo dirà 
Ti dirò quello che non mi piace, le ostriche. non ho mai capito il perché
La coach che è in me sì ma lascio per ora depositare l’informazione 
Cri com’ è il lavorare tante ore nella ristorazione senza tempo per se stesse?
Ora i suoi occhi hanno assunto una punta di blu, li vedo che rispecchiamo l’antica genetica.
Se ami il tuo lavoro come lo amo io, le ore non bastano mai e non ti nascondo che ho fatto anni di solo lavoro
Ma sono anche una donna una madre una figlia una moglie
Ho imparato a dare valore al mio tempo che è fatto anche di affetti di amore condiviso non solo di lavoro.
L’amore per te cos’è, dov’è?
 
L’amore sono io quando apro gli occhi ogni mattina , mi risponde
Lui è in un gesto, in uno sguardo  in un’azione che mi porta a capire che il cliente non cerca solo un piatto o un vino,
ma un viaggio sensoriale ed emozionale da depositare nei ricordi ,da ri prenotare
Ecco se avessi una bacchetta magica chiederei solo questo
Avere clienti che entrano per chi sono, per chi siamo non per un nome sulla porta.
Cri tuo padre cosa ti ha insegnato?
La riporto a casa all’inizio della sua prima rinascita 
So di doverlo fare so che è importante per lei, per me. 
Mi ha insegnato la fatica del lavoro, ma anche il ridonare agli altri
IO FACCIO IL LAVORO PIU’ BELLO DEL MONDO
La guardo mi commuove, penso agli insegnamenti di mio padre mancato da pochi mesi e donati per 57 anni non 16 anni e mezzo 
Di questo sono profondamente grata 
Non cerdo si sia mai pronti a a perdere un genitore a nessuna età ma solo se restiamo nella gratitudine e se appoggiamo lo sguardo nel dono e nell’insegnamento dell’evento possiamo poi trovarla con chiarezza come quei cercatori di perle nelle ostriche 
La perla si forma per difesa per un corpo estraneo che entra e così facciamo noi 
A volte mettiamo corazze per difesa per protezione per sentire illusoriamente meno dolore.
Cristina con un sussurro prosegue, stavolta i suoi occhi guardano le sue mani curate che come farfalle accarezzano il bicchiere, sembrano danzare 
Sai, aggiunge, dal dolore, dalla perdita, ho imparato che ero piena di risorse che neanche conoscevo che potevo volare da sola
e poi che le persone si apprezzano spesso quando si perdono, mentre dovremmo farlo quando le abbiamo accanto, il tempo a nostra disposizione è così prezioso.
La guardo 
Siamo tutti come del buon vino d’annata, ma dobbiamo trovare chi non si ferma alla sola vista o all’olfatto 
Dobbiamo trovare chi osa 
Dal colore possiamo conoscere  la vinificazione e l’annata 
Ma è solo sorseggiando che ne comprendiamo la sapidità la salinità gli aromi i profumi 
Se solo non ci accontentiamo, se solo ci permettiamo di andare oltre
Cristina è una donna speciale, chi ha la fortuna di conoscerla sa di cosa parlo 
Chi non si ferma alla sua bellezza indiscussa e va oltre, vi trova valore professionalità dedizione impegno ma soprattutto amore per ciò che fa 
Lei riflette ciò che è 
forse è per questo che lei le ostriche non le mangia 
lei ne conserva le perle 
per poi donarle
CC
tu se fossi un vino che vino saresti?
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3 risposte a “Se tu fossi un vino che vino saresti?”

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