Il coraggio di cambiare

 

 

 

Domani 10 Agosto mio padre avrebbe compiuto 88 anni, ma manca da 6 mesi

Manca fisicamente, non come valori, come energia, come essenza.

 

       Lui è presenza

 

Lo ammetto non è stato facile accompagnarlo verso la fine del suo viaggio terreno

Tenerlo nella sua casa, accolto, accudito, amato, curato ogni istante fino all’ultimo suo respiro.

Ha richiesto coraggio, attenzione, presenza, quando la mente voleva fuggire, ha richiesto fare i conti con la paura con la rabbia con il senso di impotenza.

Ma soprattutto ha richiesto AMORE, non solo per lui ma anche per noi stesse

Tanto, in ogni gesto, sfumatura, sorriso, lacrime, attenzioni.

E poi ha richiesto una cosa che non avevo calcolato

 

una RESA totale

 

Quella è stata la parte più difficile, non lo nascondo.

Il nostro corpo non è abituato alla resa lui vuole sopravvivere e lo fa con ogni mezzo.

Arrendersi,  lasciarlo andare, accogliere il viaggio della sua anima e lasciarlo fare come doveva essere, non opporsi

Questo è stato il grande dono ricevuto, avere il tempo offerto dalla malattia per elaborare, per dare un senso al tutto.

Avevo strumenti preziosi grazie alla mia missione come coach spirituale, ma non potevo sapere calata nella realtà, come avrei realmente reagito, agito sentito.

Vederlo dimagrire a vista d’occhio, chiudersi in se stesso, non avere più desideri se non di sopravvivenza è stato umanamente faticoso.

Avevo un immagine di mio padre forte dignitosa protettiva intelligente generosa, amabile.

Vederlo lottare per fare ancora cose che gli riuscivano difficili, perdere giorno per giorno quella dignità che lo aveva caratterizzato tutta la vita mi ha disorientata inizialmente.

La mente ha iniziato a viaggiare, a cercare sicurezze, conferme, aiuti che non potevano arrivare da nessuno se non dal mio vero sé.

L’anima invece, la sua anima accoglieva quell’esperienza che mostrava  a noi familiari come in uno specchio, doni diversi.

Impotenza, resilienza, cura.

 

Mia mamma, mia sorella ed io avevamo un viaggio di consapevolezza diverso pur affrontando la stessa perdita, la stessa esperienza.

 

Poi tutto si è compiuto; Quando si accompagna una persona malata si spera tutto accada velocemente per non vederla soffrire più del dovuto, ma forse in modo egoistico per non soffrire anche noi stessi

 

In realtà è un tempo prezioso per la nostra evoluzione, per trarne insegnamenti

 

Ci si concentra spesso sulle cose da dire, lasciate in sospeso o sulle cose da fare non sul sentire, quello quasi mai e invece è così importante.

 

SENTIRE

 

quel dolore quella mancanza quella paura quel senso di solitudine

 

quella fragilità che si percepisce, quel senso di impotenza che disarma che allaga il cuore, che toglie il respiro.

 

Il sentire quell’ascolto profondo che parla di noi, nel nostro io più intimo, del nostro vero sé attraverso quell’esperienza che viviamo.

 

Noi occidentali non siamo abituati a parlare di morte anzi ci fa paura eppure è un passaggio della vita obbligatorio per tutti.

Siamo dotati di un corpo materico che nasce invecchia e muore che ci insegna a morire ogni giorno oltre gli attaccamenti oltre le illusorie manie di controllo che abbiamo.

Ognuno di noi ne è l’amministratore delegato nulla di più, non ci appartiene anche se ci ostiniamo a crederlo.

A noi la forza di comprendere il dono e l’insegnamento per ogni esperienza vissuta anche la più dolorosa, la più faticosa.

Per chi crede come me nell’anima, morire è un tornare a casa all’essenza che siamo alla luce che siamo, è tornare ad essere liberi

 

E’ AMORE nella massima espressione che si espande ovunque

 

Mio padre certe giornate mi manca, mi manca la sua voce i suoi consigli preziosi, le sue letture condivise, la sua intelligenza, la sua capacità di spronarmi, di tirare fuori il meglio di me, ma per la maggior parte del tempo lo sento ACCANTO

 

La sua presenza è ovunque, ne sento la forza, l’energia, la potenza.

 

Ne avverto le sincronicità, accadono cose che oramai non mi stupiscono più anzi le vivo con profonda apertura di cuore e meraviglia.

E poi arrivano risoluzioni che mi fanno comprendere che lui sta agendo accanto a  me.

Mi sento protetta come non mai come forse non lo sono mai stata nella mia vita

 

Da sei mesi ogni mattina gli accendo una candela e gli parlo, a volte è solo un buongiorno, altre è condividere accadimenti, 

Certe mattine rido, altre scende una lacrima nuova.

 

A volte mi arrabbio con lui, altre pur sapendo che gli da fastidio gli accendo il palo santo, altre ancora lo vedo per quello che è stato senza più idealizzarlo

 

Un uomo prima che padre con le sue fragilità con le sue paure, con le sue inconsapevolezza, come ognuno di noi.

 

Ha fatto quello che ha potuto, al meglio che ha potuto, non quello che volevo io

E allora ho lasciato andare aspettative che mi creavano dolore.

Per i primi due mesi ho sperato di trovare una lettera tutta per me, io l’avrei scritta, io, ma poi ho compreso che quella che scrive sono io non lui

Lui leggeva e faceva leggere a tutti i miei pezzi, orgoglioso di me

Ecco la cruda verità, siamo così pieni di aspettative per sentire quell’amore che è già in noi ma che cerchiamo continuamente in quel fuori

 

Elaborare il lutto è personale, richiede tempo,  ma per tutti è fondamentale fare alcuni passaggi

Uno dei più importanti è sicuramente

La GRATITUDINE

 

Il mio sguardo è compassionevole è nella gratitudine perché non esiste elaborazione del lutto senza la GRATITUDINE

Possiamo  restare nel dolore e trasformarlo in sofferenza, nella mancanza e nel rimpianto o essere GRATI

Io sono profondamente grata che la mia anima l’abbia scelto come padre

e soprattutto sono orgogliosa della donna che anche grazie a lui sono diventata

Perfettamente imperfetta, ma vera.

L’amore ha tante forme per raggiungerci ma una sola per esprimersi

 

Siamo amore siamo già un pieno di amore

 

 

A noi la forza di vibrarlo in quel campo che chiamiamo realtà

 

In questi giorni la casa editrice Edizione Alternative sta spedendo il mio libro a chi l’ha ordinato, il mio primo romanzo dopo due raccolte poetiche.

Libro che ho dedicato a mio padre e che non ha fatto in tempo a leggere.

Per scaramanzia o per delicatezza non gli ho dato la bozza, una parte di me sperava, l’altra sapeva come lui e non voleva ferirlo.

Siamo tutti così indistintamente fragili così vulnerabili eppure così forti e potenti allo stesso tempo se ci permettiamo di SENTIRE elaborare, pacificare l’esperienza vissuta.

Domani saremo io e mia mamma al mare a Bonassola nel luogo dove passavamo sempre le vacanze tutti insieme,  festeggeremo io e lei ho già prenotato il ristorante, vista mare, sull’infinito per guardare OLTRE

 

Chiudo gli occhi lo respiro,

lo respiro

lui è in me

lui è me

 

Alla fine siamo fatti di quelli che amiamo e niente altro

niente altro

CC

COACHING INDIVIDUALE

 

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2 risposte a “Tu sai quanto è importante elaborare il lutto di chi amiamo?”

  1. Quando lascio commenti ai tuoi scritti nel tuo ( mio ) prezioso blog del cuore , solitamente lascio poemi. Oggi dopo aver assaporato e nutrito tante parti di me … dico solo GRAZIE !
    Grazie vita per avermi fatto incontrare questa anima stupenda che tatua con i suoi scritti parole nel cuore .
    Approfitto di questo spazio per salutare anche il mio papà ✨

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