“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.”
( Pirandello)
Dietro alla facciata faticosamente costruita nel tempo, dietro alle parole ai sorrisi, ai gesti sapientemente studiati
Tu chi sei?
Lo so è una domanda scomoda, che fa male, che irrita, che lascia senza fiato, ma tu prova a rispondimi.
Anzi facciamo così, rispondi a te stessa ma fallo con sincerità.
Ma non sei stufa? non ti senti legata come in un abito troppo stretto?
Certo ti sento, stai già sbuffando.
Cosa ne sai Cristina della fatica che ho fatto in tutti questi anni per adattarmi, essere accettata amata voluta, non rifiutata.
A maggior ragione ti chiedo
Ma non sei stufa di recitare questa parte?
C’è stato un tempo in cui dovevo e volevo essere perfetta.
Perfetta madre figlia, amica, lavoratrice, amante, donna.
Mi faceva sentire sicura, amata, stimata, meritevole di stima di amore.
Credevo bastasse, ma non bastava mai, anzi era come una droga, gli altri alzavano ogni vota la posta e io, come se fossi nella ruota del criceto correvo e mi affannavo per essere all’altezza.
Di chi poi?
Trascuravo i segnali di inquietudine che mi assillavano, quell’aggressività verbale, che sfogavo cercando di avere sempre ragione, quella malinconia che provavo a silenziare con acquisti compulsivi, quel fare frenetico che apparentemente saziava.
Poi un giorno mi sono ASCOLTATA e nell’istante in cui l’ho fatto mi sono scelta.
Il resto è storia, ho ribaltato tutta la mia vita ne ho già parlato, come ben sai ma non è questo il punto a cui voglio arrivare.
Dietro ad alcune facciate sapientemente costruite, oltre i sorrisi, calme apparenti, risate forzate spesso si celano mondi di dolore.
Ci hai mai fatto caso?
Hai mai osservato le persone OLTRE la facciata?
Perché vedi andare oltre è anche questo.
Saper vedere qualche cosa che non si vede ma si percepisce che c’è.
Indossare nuovi occhiali e scrutare l’altro, non per analizzarlo ma per sentirlo nel suo io più profondo.
Noi invece ci fermiamo all’apparenza e lì iniziamo a giudicare, a decidere di cambiare gli altri piuttosto che cambiare noi stessi.
Siamo tutti dei mancati avvocati.
Ed eccoci a sciolinare sentenze e a dettare leggi.
Basterebbe arrenderci, si arrenderci a noi stessi alla nostra vera natura.
Riscoprire la nostra essenza, basterebbe togliere invece che aggiungere.
Ma per farlo ci vuole coraggio, ci vuole la capacità di ascoltarci nel profondo oltre il chiacchiericcio della mente, ma a quel punto casca l’asino.
Vuoi mettere come sia meglio interpretare quel ruolo a cui siamo abituati da una vita?
Siamo attori nati mentre dovremmo essere maghi.
Perché dentro di noi c’è già tutto ciò che ci serve e invece passiamo tutta la nostra vita in mancanza cercandolo fuori.
Capisci perché poi è così dura?
I disagi che spesso abbiamo, stress ansia depressione mal di vivere sono in realtà fondamentali passaggi detti anche ponti energetici per ascoltarci e farci cambiare, per accompagnarci q quell’evoluzione a cui siamo chiamati.
Siamo su questa terra per fare esperienza, per evolvere non per sopravvivere.
Ma noi cosa facciamo?
li silenziamo con ansiolitici, con auto sabotaggi che adottiamo per non sentire quel dolore così scomodo.
Il mio armadio è pieno di quei ricordi.
Abiti, alcuni mai indossati, ancora con il cartellino, testimoniano quel tempo di frenesia, di perfezione cercata con esasperazione e mai placata.
Quando ho compreso ed elaborato la ferita
” riconoscimento” per essere accettata ed amata, ho compreso anche i meccanismi che si creano, da lì il passo è stato facile.
Ora nel mio armadio sempre zeppo di abiti, i vecchi hanno fatto spazio ai nuovi, comprati per scelta, sono di colori nuovi (amavo solo il nero e i grigio)
Insieme testimoniano la mia nuova me finalmente allineata al proprio sentire.
Alla mia essenza, alla mia autenticità.
Da quando mi occupo di crescita personale a livello animico, spesso osservo le persone con dolcezza senza più giudizio, con profonda compassione.
Alcuni conoscendomi mi trovano cambiata, in realtà stanno conoscendo la mia vera me, quella autentica fragile e forte, emotiva e coraggiosa che si protegge da sola ma che ama chi la fa sentire protetta.
La mia nuova me è più audace, temeraria, intuitiva, solare.
Spesso si tuffa da altezze spaventose, un tempo non l’avrebbe mai fatto
Ora lei non ha più paura di precipitare dentro di sè
Lo fa spesso, con intuito, fantasia con quella fame di ascolto insaziabile.
Perché siamo così mutevoli, in continuo divenire che come i serpenti dovremmo avere la forza di cambiare pelle.
C’è stato un tempo in cui ero perfetta persino nel fisico eppure non mi piacevo mai abbastanza, mi pesavo tutti i giorni anche in vacanza
era diventata una mania.
Ora la bilancia è piena di polvere in garage, osservo il mio corpo che muta
Che affronta il tempo della vita con trepidazione e coraggio.
A volte mi sussurra che ha paura di invecchiare e allora io lo rassicuro che andrà tutto bene, che fa parte della vita, che tutto è impermanenza.
L’altro giorno, mentre bevevo un caffè, lo specchio mi ha riflesso una ruga nuova.
L’ho osservata per un istante che è sembrato eterno.
L’ho immaginata smarrita tra rughe già esistenti e accasate da tempo in quel volto a me conosciuto e allora mi ha fatto tenerezza.
Le ho dato il benvenuto e le ho sussurrato di stare tranquilla non sarebbe stata aggredita da botulino per distenderla.
No, sarebbe stata accolta, forse spalmata di creme costose che anestetizzano ogni tanto la paura ma sarebbe stata accettata così com’è
Non è forse questo che vorremmo tutti?
Essere accettati e amati per chi siamo e non per cosa abbiamo o mostriamo?
Per farlo dobbiamo prima amarci e in quell’amarci riconoscerci nel nostro io più profondo.
Tu ti ami?
io follemente
CC
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Nn mi sono amata abbastanza… ho iniziato grazie a te… mi ascolto.. osservo…e sento finalmente il cuore battere.. strada lunga e nn sempre piacevole… ma scoprire la vera me è affascinante… grata❤️
grazie a Te Debora di credere prima di tutto in te stessa e poi nel processo che stai abbracciando…la tua anima sa già tutto