Fabrizia Dalcò e il coraggio di essere donna
Ci sono regali che la vita ti fa quando meno te li aspetti
o forse neanche te li meriti, come se desiderasse stupirti, ricompensarti in anticipo.
Ecco quando penso a Fabrizia Dalcò, non posso non ricordare che è entrata nella mia vita sotto forma di un regalo prezioso.
L’artefice del dono, un caro amico comune, da poco scomparso, Robi Bonardi, che aveva tra le tante doti indiscusse, la capacità di riconoscere talenti nascosti e di valorizzarli, creando ponti indissolubili di connessione.
Ricordo ancora la prima volta che ascoltai Fabrizia leggere un mio pezzo presso la Casa della Musica a Parma a Voce Donna nella rassegna ” Voci e talenti al Femminile”
Era una calda serata d’agosto del 2020.
Ancora adesso affiorano i brividi che mi aveva lasciato sulla pelle.
Mi aveva incantata e portata nel suo mondo al punto da scordarmi che fossi io l’autrice.
Fabrizia ha una classe innata di quelle che avvolgono, disorientano eppure allo stesso tempo rassicurano.
Lei ti guarda con quel sorriso materno che infonde pace, una pace che riflette un grande equilibrio interiore, ma allo stesso tempo pronuncia parole ferme, forti, profonde.
Fabrizia tu che donna sei?
Cristina io vengo da una famiglia composta in prevalenza da donne, sono stata molto sostenuta, forgiata da valori che poi ho porto nella mia vita.
Sono una donna che lo è diventata.
Nell’essere qualcuno, c’è un’ evoluzione, non si è mai uguali a se stessi.
Io sono una donna che è riuscita a diventare forte, acquisendo autostima mano mano che ha vissuto, studiato, sperimentato.
La mia forza si è amalgamata alla mia fragilità, insieme, unite, le ho portate nelle relazioni, nella famiglia, nel lavoro.
Da sempre sono stata impegnata nella scena pubblica, sia in politica che nel sociale e nel volontariato.
Tutta me stessa a servizio della comunità
Si sta nella vita in ascolto degli altri, acquisendo valori, idee.
La vita è un compromesso nel senso più positivo del termine.
A noi la capacità di trovarsi, mettersi insieme venendosi incontro, evolvendo, cambiando se serve, anche pensiero, opinione.
Si ferma, mi guarda e ride, non sono una MONOLITICA, aggiunge, il mio agire cerca di andare incontro agli altri.
Parlami del tuo lavoro
Cerco di interromperla, è un fiume in piena.
Io mi occupo di Donne, di sostegno per le Donne, di diritti delle Donne.
Vengo da una formazione universitaria, una laurea in lettere e filosofia con una tesi sulla storia delle Donne, un dottorato di ricerca e un master per le pari opportunità, giornalista, pubblicista, ho collaborato con la Gazzetta di Parma, con tv Parma, sono in diverse associazioni.
Alcuni anni fa mi sono concessa un’esperienza teatrale con Andreina Garella durata alcuni anni.
Esperienza che mi ha portata in scena con il progetto teatrale” la Città di Antigone”
Vengo da anni Cristina in cui l’apparire era diverso.
Mentre l’ascolto comprendo cosa vuole dirmi, non c’è ego nelle sue parole, solo grande consapevolezza del viaggio che ha compiuto per arrivare ad essere la donna che è diventata e per aiutare altre donne nel riconoscersi appropriandosi dei loro diritti.
Come sono le donne di questo tempo?
Vedi Cristina credo vi sia una grande necessità di empowerment femminile.
Le donne devono essere ascoltate, le loro conoscenze ed esperienze riconosciute, i loro bisogni, le loro opinioni, i loro obiettivi, presi in considerazione.
Le giovani donne di adesso sono forti consapevoli , hanno tempi di laurea veloci, escono da percorsi didattici preparatissime.
Vivono in una situazione di grande aiuto , alle spalle hanno tanto percorso già fatto.
Non dimentichiamoci che veniamo dagli anni 60, dal femminismo, delle suffragette, donne che lottarono per ottenere il diritto di voto.
Queste giovani donne devono avere la forza di andarsi a prendere il potere, di lasciare un segno, di incidere nel loro vivere.
Dobbiamo affermarci all’esterno per essere più forti per poi essere alla pari non per prevaricare.
Le donne più mature invece, loro che sono state giovani in un tempo in cui tutto sembrava già acquisito, si sono accoccolate nella loro zona di confort.
In realtà ognuna di noi deve avere la forza di andare avanti
“Il prendersi cura” è una peculiarità femminile.
Ne siamo capaci, possiamo prenderci cura di tutto.
Non viviamo su Marte, ma immerse in una cultura maschile.
Dobbiamo avere il coraggio di sbracciare in un ambito prettamente maschile consapevoli che costa fatica, che può essere doloroso ma è fondamentale questo passaggio.
Molte donne mancano di una maturità emozionale, basti vedere e ascoltare scelte, commenti, prese di posizione.
Ad oggi le donne vengono ancora picchiate molestate violentate uccise Non possiamo dimenticarcelo.
Se ti donassi una bacchetta magica cosa ne faresti Fabrizia?
Mi piacerebbe realizzare il mio sogno collettivo.
Far stare bene le donne , renderle libere da stereotipi, con relazioni in ogni ambito in cui non siano precedute da pregiudizi.
L’ascolto e mi emoziono, mi arriva chiaro, nitido, senza ombre il suo talento.
La capacità di aggregare con creatività le persone, rispettandone le unicità.
Tu Fabrizia che mamma sei?
Sono una madre di una ragazza Agata di 12 anni che riconosce il percorso, ogni tanto lo rifugge ma ne è attratta.
E poi mentre pronuncia il nome di sua figlia, quel nome importante che ricorda Sant’Agata, fanciulla di nobili origini, in epoca romana, cristiana rivoluzionaria diventata martire per aver portato avanti con coraggio la libertà delle sue scelte.
Eroina della storia contro gli abusi nei confronti delle donne, ecco che tutta quella forza di donna, lascia il passo alla fragilità e alla vulnerabilità di essere anche madre.
Madre di una figlia amata, altrettanto talentuosa, da quest’anno nel coro di voci bianche del Teatro Regio.
Molti se la ricordano su quel palco del Regio vestita di giallo intonare un emozionante l’inno di Mameli durante la consegna dei premi sant’Ilario nel 2019
Tu Fabrizia sei a tua volta figlia, com’è il rapporto con tua mamma?
Mi guarda, la mente non ha bisogno di fare un tuffo nei ricordi.
Indelebili affiorano le sembianze materne, una madre dal carattere molto forte, decisionista.
Mentre me la descrive, sembra parli della mia e alla stessa maniera per entrambe, la competizione ha lasciato il posto alla comprensione.
Siamo fatti di scelte consapevoli, di passi verso chi amiamo che delineano nuove connessioni che sono più importanti del perdono.
Quando ci si realizza e si impara a stare bene con se stesse ecco che come per magia tutto assume una nuova dimensione, un nuovo equilibrio.
Parlami dei tuoi amati libri.
Io amo leggere da sempre, a 15 anni avevo già letto tutti i russi, le letture francesi.
Ma erano soprattutto autori maschili e così ho dovuto recuperare e mi sono data alla lettura di scrittrici femminili.
Amo leggere i loro libri, promuoverle, presentarle, le donne vanno sostenute, anche in questo mi metto a servizio della collettività grazie alle mie capacità.
Sai Cristina della lettura amo i tempi lunghi, quel susseguirsi di parole in cui ci si immedesima, ci si immerge e ci si perde in altri mondi.
Oltre questo nostro vivere così frenetico dove tutto viene consumato velocemente, sta a noi sceglierci, dare il ritmo al nostro tempo, jn realtà amo anche i racconti nella loro brevità temporale
L’ascolto stregata, io che su quel palco di Voce donna nel 2020 credevo fosse solo un’attrice di teatro, stasera mi arrivano potenti tutte le donne che sono racchiuse in lei.
Donne coraggiose, creative, colte, forti e fragili, donne che hanno tatuate in maniera indelebile i valori del coraggio, del compromesso, della solidarietà. Donne che hanno fatto del loro talento lo strumento per aiutare altre donne nel pieno valore della sorellanza.
La mia mente fa un tuffo carpiato nei ricordi.
Agosto, Voce donna 2021, serata intensa emozionante fatta di lacrime, tante e tanta musica e arte e poesie, serata dedicata a Robi Bonardi mancato pochi mesi prima, la cui morte ci ha lasciati ammutoliti e ci ha calati in un vuoto faticoso da colmare.
Fabrizia che mi rimane accanto nel suo abito color del mare, mentre leggo il pezzo che ho scritto e dedicato a Robi,
Fabrizia che è ferma, emozionata, ma salda come era lui.
E poi dopo l’ultima parola pronunciata dalle mie labbra, ecco che mi accoglie in un abbraccio che sa di casa, di protezione, di amicizia nuova ma non per questo meno preziosa.
Amicizia che ha le impronte di quella antica che ci ha lasciato e che per un attimo entrambe ritroviamo l’una nell’altra.
Noi donne unite possiamo essere invincibili.
Oltre la paura, le fragilità che ci appartengono, siamo universi coraggiosi che meritano di allinearsi , di venirsi incontro.
A noi la capacità consapevole di comprendere che siamo tutte delle matrioske con all’interno, protetto e custodito il seme del coraggio che cerca solo luce e calore per poter germogliare liberamente.
CC
http://www.enciclopediadelledonne.it/autrici-autori/fabrizia_dalco/




Tutto corrisponde,mentre leggo “vedo”Fabrizia,sento tra le righe tutta la sua forza,la determinazione,
l’amore è non posso fare a meno di pensare ad alcuni momenti passati insieme a lei e a Robi,a parlare di progetti comuni assaporando buon vino e buon cibo in una piccola trattoria della nostra città,
Penso al suo leggere Interpretando,
Vivendo ogni pezzo con struggente realismo che mi hanno toccato il cuore la prima volta che l’ho ascoltata..
Grazie Cristina per avermi regalato questo momento
Un abbraccio a Fabrizia …..e uno a Robi che ci legge da lassù….
Robi Bonardi era ed è, oltre il tempo e lo spazio, un amico prezioso
Aveva doti indiscusse, una tra le tante, creare ponti di connessioni tra le persone e farne dono.
Tu e Fabrizia siete indiscutibilmente il regalo più bello ricevuto.
grata infinitamente grata