Tu ringrazi sempre a prescindere?
Quando ti svegli al mattino rendi grazie per la luce del giorno, per la tua vita e per la tua forza
rendi grazie per il tuo cibo e per la gioia di vivere.
Se non vedi motivi per cui rendere grazie la colpa è dentro te stesso
( TECUMSEH)
In un mondo fatto di frenesia, di appagamento immediato, di tempo consumato nel fare e poco nel sentire
Spesso ci dimentichiamo di essere GRATI
Le mie assistite lo sanno, ogni mattina appena aprono gli occhi chiedo loro di essere GRATE, mi è stato insegnato e a mia volta ho offerto il dono ricevuto.
Già questa è una gratitudine, in quel flusso della vita fatta di dare e avere, come un respiro lento ma costante fatto di inspirazione ed espirazione.
Tu sai essere grata alla vita a prescindere?
Perché vedi sta lì la differenza.
Essere grati è un allenamento costante, come allenare un muscolo
E’un osservare lo scorrere della vita e non posare lo sguardo su ciò che manca ma su ciò che si ha o su ciò che si avrà come se già lo avessi.
E non parlo di ottenere cose, ma di identificarsi nell’essenza di quell’avere, perché, che tu ci pensi o no siamo in un divenire costante, lento, continuo.
Lasciare andare l’attaccamento a chi siamo stati, a cose accumulate ,a persone che crediamo di nostra proprietà, a emozioni custodite nella memoria, a dolori che trasformiamo in sofferenze, ci permette di vivere e non sopravvivere.
Tu sei GRATA di chi sei? non di cosa hai?
Tu hai la consapevolezza di essere AMORE a prescindere di chi ti ama?
Di essere intuizione, fantasia, forza, compassione, creatività, di essere a prescindere di chi ti dicono tu sia?
Si dovrebbe essere grati già di essere nati e invece ci focalizziamo sul perché lo siamo, sul come è avvenuto sul fatto se siamo stati desiderati o meno, amati o meno, voluti o meno.
Riflettevo giorni fa in una delle mie solite passeggiate nella natura e lo ammetto l’ho fatto commuovendomi.
Ma se sono nata in un miliardesimo di secondo grazie ad uno spermatozoo che ha vinto su tutti e alla forza di una coscienza universale spinta dall’amore universale come posso dubitare del senso del mio esistere?
Già di questo dovremmo essere grati
Grati di ESSERE unici e vivi
E allora perché perdersi nella paura che è chiusura del cuore, perché affannarci ad accumulare ad avere a desiderare sempre ciò che ci manca?
Ho traslocato da due anni dopo aver venduto una casa molto grande che avevo in comune con il mio ex marito.
Lasciarla è stato faticoso, doloroso.
Ricordo di aver regalato tantissime cose vestiti oggetti cose ma di non essere stata in grado di lasciare andare cose dalle quali credevo di non potermi staccare.
E così ho riempito scatole su scatole che ora dimorano in cantina e in garage al buio senza che nessuno mostri loro la luce.
Viviamo così al buio per la maggior parte della nostra vita convinti di vedere la luce
Ci hai mai pensato?
E non parlo della luce del sole, ma di quella dell’anima di quella luce che è in noi e che cerchiamo di oscurare di non lasciare emergere ma che c’è
Guardo la mia nuova vita e non ti nascondo, mi commuovo spesso.
A lei sono grata, sono grata a tutti quei dolori a quelle esperienze che ho vissuto, a quei cambiamenti voluti o subiti.
Mentre ero nella tempesta ho creduto a tratti di non farcela.
Le onde erano impetuose, ero sola, nuda con le mie scelte, senza zattere di salvataggio, la notte era buia, non avevo fari che mi illuminassero la via verso la riva o almeno così credevo.
A volte bevevo acqua salata, le mie lacrime, a volte non avevo cibo per nutrirmi, le mie antiche sicurezze.
Intorno a me il nulla e le profondità del mare.
Ma poi ho compreso che avevo un’unica certezza, me stessa.
Ricordo una mattina, una di quelle in cui decisi di silenziare la mia mente così rumorosa e di ascoltarmi nel profondo del mio cuore.
In quel silenzio così altrettanto rumoroso ho sentito le farfalle volare quelle farfalle che non hanno mai più smesso.
Ero sorpresa, non era un uomo a provocarmele, non era una casa nuova o un nuovo lavoro o un abito desiderato e poi finalmente comprato.
No erano nuove, libere, sganciate da ogni cosa, erano a prescindere in me
Lì ho compreso il vero senso della gratitudine.
La gratitudine racchiude la forza del nostro esistere oltre il tempo e lo spazio
Racchiude l’essenza della nostra anima che è qui per fare esperienza, per evolvere non per rimanere parcheggiata.
La gratitudine custodisce il perdono, la compassione, la consapevolezza del nostro IO
Tu sei grata?
Le senti le farfalle nello stomaco?
La senti la fame di vita che va oltre la paura di un virus di una guerra di una morte che arriverà a prescindere prima o poi?
Le mie farfalle mi svegliano ogni mattina
Mi fanno tenerezza apprezzo la loro forza il loro coraggio il loro esistere il loro non mollare mai a prescindere.
Loro sono in me loro sono me.
Sono grata a loro a me stessa a chi sono diventata.
Certe mattine mi arriva un pensiero antico, di quelli che vorrebbero trascinarmi in quel mare in tempesta.
Un tempo lo avrei ignorato, oggi lo accolgo con gratitudine, lo ascolto, comprendo il dono che mi vuole portare.
Lui mi insegna ad arrendermi alla vita a fluire ad osservare senza più identificarmi in ciò che non sono IO ma un’immagine di me che mi sono costruita nel tempo.
Mi insegna a controllare con consapevolezza le mie emozioni e a non esserne schiava.
Lui mi insegna ad amarmi ogni giorno di più così come sono nella mia vera essenza oltre tutta la mia me, con coraggio con amore con gratitudine profonda.
CC
Tu sei grata? scrivimi …



